Questa statistica sui social media è stata recentemente pubblicata dall’agenzia di marketing Gruppo Octopus, che conduce ogni anno un sondaggio chiamato “Teste Tech”. Quest’anno l’indagine (“The sleepless OCM”) è stata svolta su un campione di 400 consumatori e 100 CMO.

La storia dei sondaggi Teste Tech inizia nel 2016, in seguito ad uno studio del 2015. Quella ricerca aveva posto una domanda alla quale non si era riusciti a dare una risposta.

Perché i consumatori impiegano sempre più tempo a prendere decisioni di acquisto?

Aspetta un attimo, starai pensando. Io posso andare su Amazon, acquistare un prodotto con un click e riceverlo a casa in un’ora. Forse con gli acquisti aziendali le cose funzionano un po’ più lentamente, ma i cicli di vendita sono comunque più brevi che un tempo.

Come mai i cicli di vendita sempre più brevi, ma i cicli di acquisto sono sempre più lunghi?

La ricerca dice: “Tech Heads 2016 rivela un dato importante. Non è la decisione in sé a prolungare il processo di acquisto, bensì l’analisi preliminare dei prodotti. Un demoralizzante 81% degli acquirenti ritiene che il mercato competitivo costringa ad un maggior investimento di tempo. Nella fase di ricerca di informazioni, nessun prodotto si differenzia abbastanza da eliminare la confusione e la complessità.

La dilagante competizione tra prodotti e servizi venduti sul web porta costringe gli acquirenti a spendere troppo tempo per decidere quale scegliere.

Sito web o Social Media, generazioni a confronto

Lo studio continua: “Ci sono stati anche grandi cambiamenti nei modi in cui viene effettuata la valutazione preliminare del prodotto. Tre anni di ricerche avevano dimostrato che il sito web del fornitore era di solito il canale preferito dagli acquirenti per cercare nuovi prodotti. Tra gli over 45 è ancora così, con il 47% felice di cliccare subito sul tuo sito web. Ma nella fascia di età che ora forma la gran parte della forza lavoro (25-44 anni), la percentuale scende al 29%. Al contrario, il passaparola dei colleghi (36%) e i social media (34%) sono le opzioni più utilizzate“.

Social Media

La ricerca mostra che i nati durante il baby boom (cioè le persone nate tra il 1945 ed il 1964 in Nordamerica) preferiscono i siti web. Invece, la Generazione X (coloro che, approssimativamente, sono nati tra il 1963 e il 1980) ascolta i consigli dei colleghi (influencer) e le opinioni sui Social.

I marketers non solo devono riconsiderare il modo in cui parlano ai potenziali clienti nelle prime fasi del ciclo di acquisto. Ma anche dove parlano con loro. Gli acquirenti usano sempre più tempo per valutare il loro acquisto, e lo fanno su canali completamente diversi rispetto a prima. Di conseguenza, se i mercati convergono e le differenze di valore tra i fornitori sono sempre meno lampanti, quei canali sono il luogo in cui le aziende devono dimostrare di essere diverse, interessanti e soprattutto coinvolgenti”.

In altre parole, i marketers devono coinvolgere ulteriormente il tradizionale sales funnel, altrimenti non riusciranno ad influire sulle decisioni d’acquisto degli acquirenti.

Un profilo buyer centric è inutile se non si utilizzano i Social

Se siete attivi su LinkedIn e leggete molti articoli di Social Selling, probabilmente vorrete crearvi un profilo buyer centric. Un profilo costruito apposta affinché un acquirente che vi trova su LinkedIn sia più propenso scegliere di lavorare con voi.

Ma un profilo buyer centric è abbastanza inutile a meno che non lo si utilizzi in ottica social. I clienti vanno in cerca sui Social Media e lì dovete essere anche voi.

Articolo liberamente tradotto da: Research: 34% of People use Social Media to Research new Products


Vuoi scoprire come migliorare la tua presenza sui Social Media? Contattaci per un piano di Social Media Marketing!

 

Reader Interactions

Copyright ©2017 · Circle Srl - All Rights Reserved · | Cookie & Privacy | Mappa del sito | Help Desk